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I Cappuccini in Sardegna ricordano i quattrocentotrent'anni del loro arrivo

  I Cappuccini in Sardegna ricordano i quattrocentotrent’anni del loro arrivo di Padre Tarcisio Mascia “Tale era la condizione dei Cappuccini che servire gli infermi ed essere serviti dai potenti, entrare nei palazzi e nei tuguri con lo stesso contegno di nobiltà e sicurezza, essere talvolta nella stessa casa un soggetto di passatempo e un personaggio senza dei quali non si decideva nulla, cercare l’elemosina dappertutto e farla a tutti quelli che la chiedevano al convento,  a tutto era avvezzo un Cappuccino.”  (A.Manzoni, I Promessi Sposi, c. III) “Noi siamo come il mare, che riceve acqua da tutte le parti e la torna a distribuire a tutti i fiumi”. (ivi) Accadde nel 1591, quando giunsero in Sardegna i primi cappuccini, guidati da P. Zefirino da Bergamo. Li aveva inviati il Ministro Generale dell’epoca, P. Girolamo da Polizzi, forse su richiesta delle autorità civili, per fondarvi l’Ordine, che andava crescendo rapidamente e mettendo radici un po’ ovunque nella penisola i...

Le giornate esaltanti del 1793 nel discorso tenuto da P. Simone Reinaldi nella chiesa di Bonaria

            Le giornate esaltanti del 1793  nel discorso tenuto da P. Simone Reinaldi   nella chiesa di Bonaria 1 di Padre Tarcisio Marco Mascia Era l’8 gennaio del 1793: una squadra navale comandata dall’ammiraglio francese Truguet (2)    lascia Ajaccio diretta contro Cagliari: dovrà attaccare la Sardegna. Ma Napoleone non ne fa parte e ne è addoloratissimo, perché i francesi non l’hanno voluto. Quindi nel gennaio di quell’anno la squadra navale si disponeva a bombardare Cagliari, quando fra le truppe da sbarco scoppiò un’insurrezione che lo costrinse a togliere l’assedio alla città e a reimbarcarle, ma decisivo fu anche l’intervento di numerosi volontari sardi, coadiuvati dai loro cani mastini. Nel febbraio successivo si tentò un’altra spedizione contro l’isola della Maddalena, situata in una posizione chiave davanti alle Bocche di Bonifacio, anch’essa possedimento del re di Sardegna. Stavolta però è il tenente colonnello Nap...

I cento anni di Voce Serafica della Sardegna

  I cento anni di Voce Serafica della Sardegna di Padre Tarcisio Mascia Nell’aprile del 1921 vedeva la luce per la prima volta il “bollettino” dei cappuccini sardi “ Voce Serafica della Sardegna ”. Nasceva con una veste molto dimessa, appena 12 pagine (oltre alle 4 di copertina), ovviamente in bianco e nero, con una tiratura di 800 copie, e un proposito: diffondere la devozione all’allora ven. Fra Ignazio da Laconi e far conoscere nell’Isola il francescanesimo e l’Ordine dei Cappuccini. L’idea della pubblicazione venne a quel vulcano di iniziative che era P. Ignazio Rossi da Carrara. Era giunto in Sardegna appena l’anno prima, quando il Ministro Generale, P. Giuseppe Antonio da San Giovanni in Persiceto, aveva affidato il Commissariato della Sardegna alle cure della Provincia di Lucca. P. Angelo da Terrinca era stato nominato commissario “ ad triennium ”. P. Ignazio da Carrara e P. Luigi da Ploaghe furono nominati suoi assistenti. Nel gennaio dell’anno successivo 1921 furono costit...

“Gesù Cristo è esistito veramente?”

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  “Gesù Cristo è esistito veramente?” Risposta a Roberto Trizio di  Padre Tarcisio Marco Mascia Roberto Trizio è autore di una serie di video sulla Storia Romana, reperibili su YouTube. Fra gli altri ce n’è uno su Gesù dal titolo “Gesù Cristo è esistito veramente?” Al riguardo vorrei fare le seguenti osservazioni: 1) Tu dici che non esistono fonti coeve di Gesù e che pertanto non è possibile affermarne neppure l’esistenza storica. Mi pare che questa sia una tesi che ha bisogno di qualche precisazione. Tu forse intendi parlare di fonti scritte e autografe di Gesù? Se è questo che vuoi dire, allora di quanti personaggi dell’antichità si potrebbe mettere in dubbio l’esistenza? Prendi il caso di Socrate, il grande filosofo dell’antichità greca: non ci ha lasciato nessuna opera o alcuno scritto. Ce ne ha parlato solo il discepolo Platone e qualcun altro (Senofonte, Aristotele, ecc.). Quindi si potrebbe dire che non è mai esistito? Affermarlo sarebbe un azzardo. 2) Esistono in realt...

Natale 2020

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       di Padre Tarcisio Mascia Cari Amici, è ancora una volta Natale. Un Natale speciale che ricorderemo a lungo a motivo della pandemia e di tutto ciò che ne è conseguito. Ma dovremmo ricordarlo per altro, soprattutto perché ci ricorda la nascita di Gesù, figlio del Padre Celeste, suo Verbo fatto carne, entrato nella nostra storia per farla sua e riscattarla dal peccato e impreziosirla con la luce del suo Vangelo. San Francesco inventò il presepio nel 1223 non per il gusto di fare una cosa nuova – precisa San Bonaventura nella sua Legenda Maior – ma “ per vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello ” (1 Cel XXX, 84 : FF 468). Il presepio che Francesco realizzò a Greccio per la prima volta fu un presepio eucaristico, nel quale cioè volle che fosse celebrata l’Eucaristia. Di lui il Celano scrive che era lì “ estatico di ...

La pandemia e le sue ricadute sulla vita dell’Ordine Cappuccino

                      La pandemia e le sue ricadute sulla vita dell’Ordine Cappuccino                                                             di Padre Tarcisio Marco Mascia Da quando la pandemia ha incominciato a diffondersi in Italia e nel mondo (si era agli inizi di marzo di quest’anno 2020), la vita delle persone è profondamente cambiata, se non altro per le limitazioni imposte alle relazioni personali.   Il Papa in un messaggio di appena qualche giorno fa parlava del COVID-19 come di “ una bomba ” che sta per esplodere, la cui miccia è la miseria; parlava anche di una “ catastrofe educativa ”, perché siamo di fronte “ ai circa dieci milioni di bambini che potrebbero essere costretti a lasciare la scuola a causa della c...

Le cliniche dello Spirito

“Le cliniche dello Spirito” di Padre Tarcisio Marco Mascia Alcuni anni fa il Card. Piacenza, prefetto della Congregazione per il Clero, indirizzò una lettera ai rettori dei Santuari di tutto il mondo, indicandoli, secondo l’espressione di Paolo VI, come “ le cliniche dello Spirito ”, perché essi rappresentano dei luoghi privilegiati in cui l’uomo, pellegrino su questa terra, “ fa esperienza della presenza amorevole e salvifica di Dio ”. E ancora: “ Nel Santuario si trova uno spazio fecondo, lontano dagli affanni quotidiani, ove potersi raccogliere e riacquistare vigore spirituale per riprendere il cammino di fede con maggiore ardore e cercare, trovare e amare Cristo nella vita ordinaria, nel mezzo del mondo. ” Attorno ai Santuari si sviluppa e si nutre gran parte della pietà popolare e pertanto “ essi svolgono un ruolo di grande rilievo per la fede, la cultura e l’identità cristiana ”, come recita ancora la lettera sopracitata. I responsabili della pastorale dei Santua...